Terremoto centro Italia 2016: il punto di ABF

Il 24 agosto del 2016 alle ore 03:36:32 una forte scossa di magnitudo 6.0 ha colpito il Centro Italia, dando avvio a una sequenza sismica che, con i successivi eventi di ottobre, ha segnato in profondità la vita di interi territori tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

A dieci anni di distanza, il ricordo di quei momenti è ancora vivo, così come è ancora in corso il lungo percorso di ricostruzione. Percorso di cui Andrea Bocelli Foundation ha scelto di diventare parte attiva, concentrando il proprio intervento nella regione Marche, lavorando al fianco delle comunità locali e del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, a partire dai luoghi dell’educazione.

In questo articolo ripercorreremo cos’è accaduto nel 2016, quali sono state le aree maggiormente colpite e quali i danni provocati dallo sciame sismico. Analizzeremo inoltre la situazione a dieci anni di distanza, raccontando i progetti di ricostruzione portati avanti dalla Fondazione in ambito educativo.

Cosa è successo

Tra il 2016 e l’inizio del 2017, l’Appennino centrale è stato interessato da una lunga serie di scosse, che l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha definito,come “sequenza sismica Amatrice–Norcia–Visso”, in virtù della localizzazione dei principali epicentri. È possibile riassumere momenti cruciali dello sciame sismico come segue:

  • Il 24 agosto 2016 alle ore 3:36,una prima forte scossa di magnitudo 6.0 colpisce l’area tra Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP);
  • Il 26 ottobre 2016, nella medesima Regione Appenninica, si verificano due nuove forti scosse, di magnitudo 5.4 e 5.9, con epicentri tra Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita, al confine tra Marche e Umbria;
  • Il 30 ottobre 2016 arriva quella che, con una magnitudo di 6.5, è la scossa più forte dell’intera sequenza sismica, il cui epicentro è localizzato tra Norcia e Preci, in provincia di Perugia;
  • Il 18 gennaio 2017, altre quattro scosse, tutte di magnitudo comprese tra 5 e 5.5, colpiscono l’area tra Montereale, Capitignano, Pizzoli e Cagnano Amiterno (AQ).

Nel suo complesso questa serie di eventi sismici, seconda per violenza e distruzione solo al terremoto dell’Irpinia del 1980, ha provocato circa 300 vittime, oltre 400 feriti, 41.000 sfollati e la distruzione di un’area di circa 8000 km2 cancellando interi borghi e un patrimonio storico e artistico unico.

Quali territori sono stati interessati

Come abbiamo in parte già detto, lo sciame sismico del 2016–2017 ha interessato in modo esteso l’Appennino centrale. Quattro (Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) le regioni maggiormente coinvolte per un totale di 138 Comuni, che fanno parte di quello che le varie ordinanze e leggi di ricostruzione hanno definito come il “cratere sismico”.

Entrando nel dettaglio, secondo il Rapporto sulla Ricostruzione Sisma del 2016 del Commissario Straordinario per la Ricostruzione datato maggio 2024, i Comuni maggiormente colpiti (sulla base delle indicazioni provenienti dalle Regioni, con il fine di accelerare l’adozione dei programmi straordinari per la ricostruzione privata), sono 44 di cui 29 nelle Marche, 6 in Abruzzo, 6 nel Lazio e 3 in Umbria. Si tratta principalmente di comuni con meno di mille abitanti, che hanno subito in modo particolare il processo di spopolamento, al quale i territori dell’Appennino centrale sono da tempo soggetti, e che gli eventi sismici del 2016-2017 hanno ulteriormente aggravato.

Le Marche risultano dunque essere la regione più colpita, sia per numero di comuni coinvolti nel cratere sismico, sia per l’entità dei danni al patrimonio edilizio pubblico (scuole, municipi, strutture sanitarie e culturali) e privato.

Ed è proprio in questa regione che, come vedremo tra poco, Andrea Bocelli Foundation ha deciso subito di andare (e restare) con i suoiinterventi di rigenerazione urbana.

I danni causati dalla sequenza sismica

Come abbiamo già anticipato sopra, i dati parlano di circa 300 vittime, 400 feriti e 41.000 sfollati e della distruzione di un’area di circa 8000 km2.

Seppur in misura diversa, risultano invece circa 320.000 gli edifici danneggiati negli oltre 130 comuni coinvolti, per una popolazione complessiva di circa 600.000 residenti.

L’impatto del sisma è stato particolarmente devastante nei borghi storici, dove crolli, lesioni diffuse e inagibilità hanno reso intere porzioni dei centri abitati non fruibili, con effetti profondi sulla vita quotidiana, sulle attività economiche e sulla stessa coesione sociale.

Quest’ultimo aspetto diventa particolarmente impattante quando a essere colpiti sono edifici quali scuole, chiese e, più in generale, gli spazi di comunità dal forte valore identitario.

In questo contesto si inseriscono gli interventi di ricostruzione promossi da ABF nella provincia di Macerata, la più colpita dal sisma.

La situazione 10 anni dopo

A dieci anni di distanza dalle prime scosse del 2016, la situazione nelle aree del Centro Italia colpite dallo sciame sismico non è più quella dei primi anni, anche se il percorso di ricostruzione non può ritenersi concluso ma ancora in corso.

Secondo il Rapporto 2025 sulla ricostruzione del Commissario Straordinario, quello del Centro Italia è definito come “il più grande cantiere edile d’Europa”, nel quale a essere ricostruiti non sono solo case ed edifici pubblici, ma anche le stesse condizioni di vita delle comunità interessate.

Per quanto riguarda l’emergenza abitativa, negli ultimi anni i progressi sono stati significativi. Solo nel 2025 1.115 famiglie sono rientrate nelle proprie abitazioni e, dal 2022, sono più di 4.000 i nuclei che hanno ritrovato una dimora stabile.

D’altro canto, sono ancora circa 10.000 (pari a oltre 20.000 persone) i nuclei familiari, che vivono in soluzioni temporanee e in attesa di una sistemazione definitiva.

La ricostruzione privata ha conosciuto un’accelerazione negli ultimi tre anni. Al 31 maggio 2025 risultano presentate 34.148 richieste di contributo per danni alle case, per un valore complessivo superiore a 15,8 miliardi di euro. Di queste, una quota crescente è stata trasformata in cantieri effettivi: 12.737 interventi risultano conclusi e 8.694 sono in corso, mentre le restanti pratiche sono in fase progettuale o in attesa di avvio.

La maggior parte delle richieste si concentra proprio nelle Marche, che da sole contano 19.315 domande, per un importo di quasi 10,5 miliardi di euro, seguite da Abruzzo, Umbria e Lazio.

Anche la ricostruzione pubblica, inerente scuole, municipi, infrastrutture, edifici di uso collettivo, mostra segnali concreti di avanzamento. Al 31 maggio 2025 il programma conta 3.542 interventi per oltre 4,6 miliardi di euro di investimenti e, per circa il 98% delle opere, è già stato individuato il Responsabile Unico del Procedimento.

L’intervento di ABF nei territori colpiti dal terremoto

All’interno della visione di Andrea Bocelli Foundation, l’istruzione e l’educazione rappresentano il punto di partenza verso il cambiamento e la base su cui si costruisce il futuro di individui e comunità.

Ecco perché la maggior parte delle iniziative della Fondazione si fonda e ruota intorno ai progetti educativi. Ed ecco perché ABF ha scelto di intervenire attivamente nelle zone più colpite dal sistema, attraverso un’importante opera di ricostruzione che parte proprio dalla scuola come simbolo di rinascita e speranza.

Quattro gli interventi, che rientrano nel più ampio programma ABF Edu, già portati a termine dalla Fondazione, in collaborazione con le rispettive amministrazioni comunali: la scuola media “Giacomo Leopardi” di Sarnano, la scuola primaria e dell’infanzia “E. De Amicis” di Muccia, l’Accademia ABF della Musica “F.Corelli” di Camerino, l’ABF Hub Educativo 0–11 di Sforzacosta e l’Istituto “Ugo Betti” di Camerino (per il quale ABF è intervenuta sugli allestimenti e sugli atelier creativi).

Esserci per restare“. È questo il leit motiv che lega gli interventi di Andrea Bocelli Foundation nel cratere del sisma e che ha portato all’avvio, all’interno dei medesimi istituti ricostruiti, del progetto ABF Digital Lab, nato per favorire i contesti di apprendimento per promuovere interazione, comunicazione e relazione, attraverso le nuove tecnologie, affinché ciascun bambino possa scoprire e potenziare i propri talenti.

ABF Digital Lab prevede la donazione alle scuole ricostruite dell’ABF Teachbus, una libreria digitale su ruote dotata di tablet, computer per la didattica a distanza, visori per la realtà virtuale e la piattaforma “ABF Educational”, con l’accesso a una ricca selezione di contenuti educativi. Prevede inoltre l’inserimento della figura dell’Atelierista Digitale, un professionista dell’educazione la cui funzione è quella di supportare e guidare docenti e bambini nell’utilizzo dei devices e delle risorse digitali messi a disposizione dalla Fondazione.

L’intervento di Andrea Bocelli Foundation non si limita dunque a ricostruire le mura delle scuole ma anche a promuovere contesti educativi innovativi, e a rendere tali scuole veri e propri hub di comunità.

Verrà invece restituito al territorio, e soprattutto agli studenti, a settembre 2026, il nuovo IPSIA “R. Frau” di San Ginesio, un presidio educativo strategico per la formazione tecnica e professionale delle nuove generazioni.

In questo caso, si tratta di un progetto pilota a livello nazionale per l’approccio innovativo che unisce pubblico e privato in un modello collaborativo fondato su co-programmazione, co-progettazione e co-esecuzione.

Su incarico del Commissario per la Ricostruzione, infatti, Andrea Bocelli Foundation opera come progettista e project manager, attraverso il proprio team multidisciplinare, lavorando in stretta sinergia con gli uffici commissariali, con il Comune di San Ginesio e con la scuola.

A questo proposito, con l’istituto è stato avviato fin dalle fasi iniziali, un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto il corpo docente tramite incontri dedicati e visite in cantiere, un dialogo che prosegue tuttora nella definizione degli allestimenti e degli spazi educativi.

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