L’educazione dei giovani è un processo complesso che accompagna la crescita della persona sotto molteplici aspetti. Accanto all’acquisizione di conoscenze, contribuisce allo sviluppo dell’identità individuale, delle relazioni, dell’autonomia e della capacità di affrontare le esperienze della vita in modo consapevole.
In questo approfondimento vedremo quali sono gli elementi fondamentali che sostengono il percorso educativo dei ragazzi, quale ruolo svolgono famiglia e scuola e i progetti che ABF porta avanti a supporto dell’educazione giovanile.
I pilastri fondamentali dell’educazione
Un percorso educativo deve promuovere lo sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni e comprende lo sviluppo delle cosiddette competenze trasversali o soft skills. Si tratta di un complesso insieme di abilità e saperi non tecnici, che aiutano i ragazzi a conoscere meglio sé stessi, a entrare in relazione con gli altri e a partecipare in modo responsabile alla vita della comunità.
Tra i pilastri dell’educazione rientrano anche valori, atteggiamenti e dimensioni relazionali che accompagnano il percorso di crescita e contribuiscono a orientare il modo in cui bambini e ragazzi si rapportano a sé stessi, agli altri e alla società.
Il rispetto e l’empatia
Rispetto ed empatia si apprendono prima di tutto nelle relazioni quotidiane. In particolare, spetta a genitori, insegnanti ed educatori il compito di trasmetterli attraverso il proprio comportamento, mostrando attenzione verso il punto di vista dell’altro, ascoltando senza giudicare e riconoscendo emozioni ed esigenze anche quando sono diverse dalle proprie.
Ad esempio, in una situazione di difficoltà o frustrazione, prima di intervenire con una soluzione o una correzione, l’adulto dovrebbe lasciare al ragazzo il tempo di raccontare ciò che è accaduto e provare a comprendere ciò che sta vivendo.
Rispetto dell’unicità e ascolto dell’altro sono anche alla base dell’approccio alla relazione della figura dell’atelierista ABF.
L’atelierista, infatti, osserva e ascolta, rispetta i tempi individuali e accoglie emozioni, domande e interpretazioni senza anticipare risposte o imporre significati. Attraverso domande aperte e non giudicanti crea così uno spazio nel quale ciascuno può sentirsi riconosciuto e libero di esprimersi.
La responsabilità e l’autonomia
Responsabilità e autonomia si costruiscono progressivamente e assumono forme diverse con la crescita. Per un bambino può significare svolgere un piccolo compito senza l’intervento costante dell’adulto, per un preadolescente organizzare un’attività o rispettare un impegno preso, per un adolescente prendere decisioni più complesse, portare avanti un progetto e confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte.
Per favorirne lo sviluppo è importante affidare a bambini e ragazzi responsabilità proporzionate all’età, evitando di sostituirsi a loro quando possono provare in prima persona. Anche la possibilità di commettere errori è una componente importante all’interno del percorso verso una maggiore autonomia.
Autonomia e senso di responsabilità sono due dimensioni fondamentali nell’approccio educativo ABF e vengono incentivate, ad esempio, attraverso l’approccio del “learning by doing”, ovvero dell’“imparare facendo”. Bambini e ragazzi vengono cioè coinvolti direttamente in attività che richiedono di sperimentare, creare, costruire, risolvere problemi e collaborare con gli altri.
Commettere un errore non è visto come un fallimento ma come una tappa che spinge a riflettere, correggere e migliorare, portando a superare le sensazioni di paura e frustrazione che impediscono di procedere verso nuove esperienze conoscitive.
Negli ABF Art, Music & Digital Labs, ad esempio, i giovani possono esplorare strumenti, materiali e linguaggi in modo autonomo e consapevole, imparando nello stesso tempo ad averne cura e a rispettare gli spazi condivisi.
I valori morali e civici
L’educazione dei giovani deve supportare anche la costruzione di quei riferimenti morali e civici che aiutano i ragazzi a orientarsi nelle relazioni e nella vita della comunità.
Onestà, senso di giustizia, rispetto delle regole condivise e responsabilità, trovano applicazione anche nella capacità di prendere posizione, confrontarsi con gli altri, rispettare le decisioni comuni e contribuire alla vita del gruppo.
Educare alla cittadinanza attiva significa quindi creare occasioni in cui i giovani possano partecipare realmente, contribuendo a decisioni e progetti condivisi.
È una prospettiva richiamata anche dal Target 4.7 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che include tra gli obiettivi dell’educazione la promozione della cittadinanza globale e delle conoscenze e competenze necessarie a contribuire allo sviluppo sostenibile.
Nell’approccio ABF la partecipazione è considerata sia un valore sia un principio educativo, e viene intesa come una pratica concreta di cittadinanza attiva. Un esempio virtuoso in tal senso viene dal Comitato dei ragazzi e delle ragazze di San Firenze, nato nell’ambito del programma ABF Globalab come spazio nel quale i partecipanti possono esprimere idee e opinioni e contribuire alle iniziative della Fondazione.
La comunicazione e l’ascolto
Comunicazione e ascolto attraversano l’intero percorso educativo. Nel rapporto tra genitori e figli e tra insegnanti e studenti, il dialogo permette di comprendere bisogni, difficoltà e punti di vista e crea le condizioni perché bambini e ragazzi possano esprimersi e partecipare attivamente alla relazione.
È bene però ricordare che ascoltare va inteso in un’accezione più ampia del semplice lasciare parlare. Significa infatti anche fare domande aperte, concedere il tempo necessario per rispondere, prestare attenzione anche alla comunicazione non verbale ed evitare di anticipare ciò che le ragazze e i ragazzi vogliono dire.
Anche di fronte a un errore o a un comportamento da comprendere, chiedere “Cosa è successo?” o “Come sei arrivato a questa scelta?” apre uno spazio di confronto diverso rispetto a fornire immediatamente una spiegazione o una risposta.
Questi principi trovano una concreta applicazione nella postura educativa dell’atelierista ABF attraverso uno strumento dialogico potente, ovvero la domanda generativa, aperta, curiosa e mai giudicante. Essa esprime cura e dedizione, perché nasce dal desiderio di conoscere l’altro attraverso le sue creazioni frutto di visioni, saperi e interpretazioni del mondo. Allo stesso tempo, stimola l’attenzione verso fenomeni, argomenti e possibilità inesplorate, aprendo nuovi orizzonti di senso e conoscenza.
L’atelierista deve inoltre evitare di fornire significati predeterminati o anticipare le intenzioni creative dei partecipanti, lasciando spazio a un ascolto autentico e alla libera espressione.
In questo modo il dialogo diventa parte di un processo di apprendimento in cui ascoltare ed essere ascoltati favorisce la fiducia, il confronto e lo scambio di idee.
La resilienza emotiva
La resilienza emotiva riguarda la capacità di affrontare le difficoltà, i cambiamenti e i momenti di frustrazione imparando a riconoscere ciò che si prova e a gestire le proprie reazioni. È quindi strettamente legata al benessere psicologico e alla possibilità di acquisire, nel tempo, strumenti utili per affrontare situazioni di stress, incertezza o insuccesso.
Tra i riferimenti presi in considerazione nei percorsi di Andrea Bocelli Foundation c’è il LifeComp – The European Framework for Personal, Social and Learning to Learn Key Competence che, nell’area delle competenze personali, individua 3 dimensioni particolarmente rilevanti:
- L’autoregolazione, intesa come consapevolezza e gestione di emozioni, pensieri e comportamenti;
- La flessibilità, ovvero la capacità di gestire le transizioni e l’incertezza e di affrontare le sfide;
- Il benessere, che comprende la cura della salute fisica, mentale e sociale.
Nei percorsi della Fondazione questi aspetti trovano applicazione nel lavoro sviluppato sulla gestione delle emozioni, dello stress e della frustrazione. Si tratta, ad esempio, di imparare a riconoscere quando ci si trova sotto tensione, di individuare le proprie fonti di stress e di trovare modalità per regolarle. Anche modificare una routine o alcuni elementi dell’ambiente può contribuire ad abbassare il livello di stress.
Un altro aspetto riguarda la capacità di riflettere sui feedback ricevuti e sulle esperienze di successo e insuccesso per continuare a sviluppare il proprio potenziale. La resilienza emotiva, in questa prospettiva, non coincide quindi con il semplice “resistere” alle difficoltà, ma con la possibilità di comprenderle, regolare le proprie reazioni e utilizzare ciò che si è vissuto per affrontare con maggiore consapevolezza le esperienze successive.
Il ruolo della famiglia e della scuola
Famiglia e scuola accompagnano la crescita dei giovani in contesti diversi e con funzioni differenti ma tra loro complementari.
In famiglia prendono forma molte delle prime esperienze relazionali e, attraverso la vita quotidiana, le regole condivise, il confronto e l’esempio degli adulti, bambini e ragazzi iniziano a costruire il proprio modo di rapportarsi a sé stessi e agli altri.
La scuola amplia questa esperienza all’interno di un contesto educativo strutturato. Accanto all’apprendimento delle conoscenze, la scuola offre infatti occasioni per confrontarsi con coetanei e adulti diversi dal proprio nucleo familiare, rispettare regole comuni, collaborare, affrontare responsabilità e partecipare alla vita di un gruppo.
Proprio in virtù della loro complementarietà, il dialogo tra famiglia e scuola è fondamentale perché permette di condividere informazioni, comprendere meglio bisogni e difficoltà e accompagnare il percorso di crescita mantenendo coerenza negli obiettivi educativi, senza annullare le specificità di ciascun contesto.
È una prospettiva che ritroviamo anche nell’approccio ABF, secondo cui educazione e cura nascono dall’interazione tra famiglie, scuole, istituzioni e altri soggetti sociali. La scuola viene così considerata parte di una comunità educante più ampia, nella quale competenze e responsabilità diverse concorrono alla crescita e all’educazione dei giovani.
Conclusione: costruire le basi per il futuro dei giovani
L’educazione dei giovani rappresenta la base dello sviluppo individuale e collettivo.
Ed è proprio su questa profonda convinzione che si fonda la mission “Empowering people and communities” che guida ogni azione e programma di Andrea Bocelli Foundation.
È attraverso lo sviluppo di progetti educativi che la Fondazione offre a bambini e giovani la possibilità di coltivare il proprio potenziale e di acquisire gli strumenti necessari per partecipare in modo consapevole alla vita della comunità.
Questa visione si traduce in programmi come ABF EDU, per mezzo del quale ABF promuove sistemi educativi e di cura integrati nelle scuole e in contesti destinati alla comunità, intervenendo sugli spazi, sulle metodologie e sugli strumenti a supporto dei percorsi di crescita di bambini e ragazzi. A questo lavoro sugli ambienti si affiancano gli ABF Art, Music & Digital Labs, che portano nella quotidianità educativa i linguaggi dell’arte, della musica e del digitale e sostengono l’innovazione metodologica e pedagogica.
Il programma ABF Globalab si concentra invece sui percorsi di crescita e orientamento dei giovani. Attraverso attività laboratoriali ed esperienziali, accompagna ragazze e ragazzi nello sviluppo delle competenze socio-emotive e trasversali, nell’orientamento scolastico e professionale e nella costruzione del proprio progetto di vita.
Programmi diversi, accomunati dall’obiettivo di creare contesti, esperienze e opportunità attraverso cui le nuove generazioni possano conoscere meglio sé stesse, sviluppare le proprie capacità e diventare parte attiva della comunità.