Le cosiddette competenze trasversali o “soft skills” sono un tema sempre più centrale nei percorsi educativi, nei processi di orientamento e nel mondo del lavoro.
Si tratta di abilità che esulano dalle competenze tecniche e disciplinari legate a una specifica professione e che interessano non solo l’aspetto lavorativo ma ogni ambito della propria vita.
In questo approfondimento vedremo cosa si intende per competenze trasversali, fornendo anche alcuni esempi concreti. Spiegheremo inoltre perché sono importanti e quali sono i metodi e le strategie per promuoverle.
Parleremo infine dell’approccio di Andrea Bocelli Foundation, che riconosce nelle soft skills strumenti fondamentali per sviluppare consapevolezza di sé, costruire relazioni significative e partecipare attivamente alla vita della comunità.
Cosa sono le competenze trasversali
Le competenze trasversali sono sempre più richieste nel mondo del lavoro, in maniera pari o superiore a quelle tecniche.
L ’Agenzia Europea per lo Sviluppo della Formazione Professionale (CEDEFOP) definisce le competenze trasversali come un complesso insieme di abilità e saperi non tecnici che sostengono una partecipazione efficace, non solo nella vita, ma anche nello studio e sul lavoro.
L’importanza delle competenze trasversali nella vita quotidiana è ribadita dall’OMS, che definisce queste competenze come “life skills”, ovvero abilità personali e relazionali che consentono di affrontare in modo efficace le sfide della vita quotidiana, costruire relazioni positive, gestire le emozioni e prendere decisioni consapevoli.
Secondo l’OMS, lo sviluppo di queste competenze contribuisce al benessere individuale e sociale, e rappresenta un importante fattore di protezione, soprattutto per le giovani generazioni.
Come abbiamo anticipato dunque, le competenze trasversali non riguardano un ambito specifico, ma il modo in cui una persona entra in relazione con sé stessa, con gli altri e con il contesto in cui vive.
Tali abilità sono dunque essenziali per affrontare cambiamenti, prendere decisioni, comunicare, collaborare e gestire situazioni complesse, contribuendo alla crescita personale, educativa e professionale.
Alcuni esempi di competenze trasversali
Le competenze trasversali si riferiscono a un insieme molto ampio di capacità che, come abbiamo detto, riguardano diversi aspetti della persona.
In generale, possono essere ricondotte a 3 grandi dimensioni:
- L’area del conoscere, legata appunto al modo in cui apprendiamo, analizziamo le informazioni e sviluppiamo il nostro pensiero;
- L’area del relazionarsi, del comunicare e delle emozioni, che riguarda il rapporto con sé stessi e con gli altri;
- L’area dell’affrontare e gestire situazioni, cambiamenti e nuove sfide.
Nel tempo, diversi enti e organizzazioni internazionali hanno sviluppato modelli di riferimento differenti per individuare e classificare queste competenze, come ad esempio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’OCSE e il framework europeo LifeComp.
A partire da questi riferimenti, Andrea Bocelli Foundation adotta una propria classificazione operativa delle competenze trasversali, utilizzata nei percorsi educativi della Fondazione.
Di seguito riportiamo alcune delle soft skills chiave a cui ABF fa riferimento.
L’ autoconsapevolezza
Per autoconsapevolezza si intende la capacità di conoscere se stessi, le proprie risorse e i propri limiti e si manifesta, ad esempio, nel saper riconoscere i propri punti di forza e debolezza, nel trasformare i limiti in risorse e nel riuscire a comprendere quando si è stressati o sotto pressione.
La gestione delle emozioni
Questa soft skill si riferisce appunto alla capacità di individuazione e gestione delle emozioni nonché alla capacità di autoregolarsi. Chi ne è dotato, ad esempio, riconosce e comprende le proprie emozioni, riesce a controllarle anche in una situazione di stress ed è in grado di mediare la comunicazione tra le parti.
La gestione dello stress e della frustrazione
Questa abilità consente di individuare e gestire le proprie fonti di tensione e di saperle regolare.
Permette di apportare cambiamenti alla propria routine o all’ambiente per abbassare i livelli di stress.
Consente inoltre di riflettere sui feedback degli altri, così come sulle esperienze di successo e insuccesso, per continuare a sviluppare il proprio potenziale.
Prendere decisioni
La capacità di prendere decisioni si traduce nel saper valutare le diverse opzioni e le conseguenze che esse implicano, e di focalizzarsi su un obiettivo e perseguirlo tenendo conto delle risorse proprie e di quelle altrui.
Il pensiero critico e divergente
Chi ha sviluppato questa competenza è in grado di costruire un pensiero proprio a partire da fonti diversificate, è aperto alla complessità e ha la capacità di pensare fuori dagli schemi, sia in senso pratico di problem solving, sia rispetto alla relazione con l’altro e rispetto alle risorse alle quali attingere.
In pratica l’individuo è ad esempio capace di confrontare, analizzare, valutare e sintetizzare i dati, le informazioni, le idee e i messaggi dei media per trarre conclusioni logiche. È consapevole dei potenziali pregiudizi rispetto ai dati e ai propri limiti personali, sa sviluppare idee creative, sintetizzare e abbinare concetti e informazioni da diverse fonti in vista della risoluzione dei problemi.
La comunicazione efficace
La comunicazione efficace si concretizza nella capacità di esprimersi in una o più lingue in modo adeguato rispetto al contesto e all’obiettivo comunicativo. L’individuo riesce a farsi comprendere dagli altri comunicando con il verbale e il non verbale, è in grado di ascoltare in modo accurato, comprendendo i bisogni dell’altro, e riesce a modulare la propria comunicazione in base all contesto nel quale si trova, della cultura e delle esigenze del proprio interlocutore.
L’apertura mentale
Apertura mentale significa sviluppare curiosità, tolleranza e creatività sia in relazione alle
persone che ai contesti.
Sviluppare questa soft skill significa acquisire la consapevolezza che gli altri possono avere affiliazioni culturali, background, credenze, valori e opinioni differenti. Chi ne è dotato partecipa a eventi culturali, ama leggere, documentarsi, viaggiare e reperire informazioni attraverso l’uso dei media.
L’apertura mentale consente di affrontare in modo versatile tutte le situazioni della vita quotidiana.
Le capacità collaborative
Le capacità collaborative sono essenziali per sviluppare empatia, fiducia e collaborazione nei confronti dell’altro e del mondo. Queste capacità permettono di conquistare la fiducia degli altri e di collaborare per uno stesso obiettivo.
Chi ne è dotato sa creare e mantenere relazioni significative, ma è altrettanto in grado di interrompere le relazioni in modo costruttivo. Affronta i conflitti e negozia i disaccordi per costruire e sostenere relazioni eque e rispettose.
Perché sono importanti tali competenze
Dai diversi aspetti che abbiamo appena analizzato è evidente il ruolo sostanziale delle competenze trasversali. Come abbiamo visto infatti, queste competenze incidono in maniera determinante sul modo in cui una persona utilizza le proprie conoscenze, costruisce relazioni e affronta le diverse situazioni della vita.
Dunque, mentre le competenze tecniche permettono di svolgere attività specifiche, quelle trasversali aiutano ad applicarle in modo efficace nei contesti reali, spesso complessi, dinamici e caratterizzati dal cambiamento.
Nel mondo del lavoro, ad esempio, le soft skills sono fondamentali per collaborare con gli altri, comunicare in modo chiaro, gestire responsabilità, risolvere problemi e adattarsi a situazioni nuove. Nei percorsi educativi, invece, sostengono l’apprendimento, l’autonomia, la partecipazione e la capacità di orientarsi nelle scelte.
Il loro valore non si esaurisce però nell’ambito professionale o scolastico, in quanto competenze come l’autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni, il pensiero critico, l’apertura mentale e la collaborazione aiutano ogni individuo a comprendere meglio sé stesso, a rapportarsi con gli altri e a partecipare in modo più consapevole alla vita della comunità.
Negli ultimi anni le soft skills hanno assunto un ruolo sempre più centrale a causa delle profonde trasformazioni che stanno interessando la società, il mondo del lavoro e i processi educativi.
Questo in quanto, in un contesto caratterizzato da innovazione tecnologica, automazione e cambiamenti continui, le competenze tecniche possono diventare rapidamente obsolete. Al contrario, capacità come il pensiero critico, l’adattabilità, la collaborazione, la creatività e l’apprendimento continuo rappresentano risorse durature, spendibili in contesti diversi e sempre più richieste da organizzazioni, imprese e istituzioni.
Per questo motivo, sviluppare competenze trasversali significa acquisire strumenti utili non solo per affrontare il lavoro ma anche per orientarsi in una realtà complessa e in costante evoluzione. Rappresentano infatti una componente fondamentale dei percorsi di orientamento, poiché aiutano le persone a riconoscere le proprie risorse, comprendere interessi e aspirazioni e affrontare con maggiore consapevolezza le scelte formative, professionali e personali.
Metodi e strategie per l’acquisizione delle competenze trasversali
A differenza di alcune competenze tecniche, l’apprendimento delle competenze trasversali non avviene solo attraverso la trasmissione di conoscenze teoriche, ma, al contrario, richiede soprattutto esperienza, pratica e riflessione.
Proprio per questo motivo, tra le metodologie più utilizzate per promuovere lo sviluppo delle soft skills rientrano gli approcci basati sull’apprendimento esperienziale, che coinvolgono direttamente la persona in attività concrete e permettono di sperimentare situazioni, ruoli e modalità di relazione differenti.
Pensiamo ad esempio, ai lavori di gruppo, alle attività laboratoriali, ai project work, ai percorsi artistici e sportivi e, in ambito scolastico, ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) che, all’interno della Scuola Secondaria, hanno l’obiettivo di assicurare agli studenti e alle studentesse degli ultimi anni della scuola secondaria di secondo grado, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Questo genere di esperienze permette di allenare capacità come la collaborazione, la comunicazione, la creatività, la gestione delle emozioni e il pensiero critico.
Al fine dell’acquisizione delle competenze trasversali, un ruolo fondamentale è rivestito anche dalla riflessione sull’esperienza. In tal senso, ricevere feedback, riconoscere i propri punti di forza e individuare le aree di miglioramento consente di trasformare ciò che si vive in un’occasione di crescita.
L’approccio di Andrea Bocelli Foundation
Per Andrea Bocelli Foundation, lo sviluppo delle competenze trasversali rappresenta un elemento fondamentale nei percorsi di crescita personale e di orientamento dei giovani.
In questa prospettiva, esse non rappresentano un obiettivo a sé stante ma strumenti attraverso cui sviluppare empowerment, capacità di scelta e progettualità personale.
Per la Fondazione orientare significa infatti accompagnare le persone nel riconoscimento delle proprie risorse, dei propri interessi e delle proprie aspirazioni, affinché possano costruire percorsi coerenti con la propria identità e partecipare in modo attivo alla vita sociale e professionale.
Lo sviluppo delle soft skills contribuisce a rafforzare quella che in ambito educativo viene definita “agency“, ovvero la capacità di agire consapevolmente sul proprio contesto, affrontare le sfide, prendere decisioni e trasformare idee e obiettivi in azioni concrete.
Per questo motivo, nei percorsi promossi da ABF, l’acquisizione delle soft skills è strettamente connessa ai processi di orientamento, autodeterminazione e partecipazione attiva, con l’obiettivo di sostenere giovani capaci non solo di adattarsi al cambiamento, ma anche di contribuire a generarlo.
La Fondazione considera infatti queste competenze come strumenti essenziali per aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere il proprio potenziale, acquisire maggiore consapevolezza di sé, sviluppare autonomia e immaginare il proprio futuro in modo attivo e responsabile.
Questa visione trova piena applicazione in particolare nel programma ABF Globalab, rivolto a giovani tra i 16 e i 35 anni con l’obiettivo di promuovere empowerment, proattività e orientamento vocazionale attraverso percorsi di educazione non formale.
Il programma si inserisce nel quadro del Goal 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato a un’istruzione equa, inclusiva e di qualità, e in particolare mira a rafforzare nei giovani le competenze necessarie per esercitare un ruolo attivo nella società, orientarsi nelle scelte formative e professionali, partecipare alla vita delle comunità e progettare consapevolmente il proprio futuro.
All’interno di ABF Globalab, l’apprendimento si sviluppa principalmente attraverso metodologie pratico-esperienziali. Le competenze trasversali non vengono cioè affrontate come contenuti teorici da apprendere, ma come dimensioni da sperimentare concretamente attraverso situazioni reali, sfide progettuali e occasioni di confronto.
Laboratori, workshop, attività progettuali e lavoro collaborativo permettono ai ragazzi di sperimentarsi in situazioni concrete, mettendo in gioco capacità comunicative, relazionali, organizzative ed emotive.
L’approccio si basa sul principio del “learning by doing”, ovvero l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, accompagnato dal confronto con i pari e dal supporto di formatori e tutor.
I percorsi promossi dalla Fondazione mirano inoltre a favorire lo sviluppo del pensiero creativo, del problem solving, delle capacità organizzative e comunicative, dell’autonarrazione, dell’autoriflessione e della leadership. L’obiettivo è sostenere l’emersione di un sé consapevole, proattivo e capace di trasformare talenti, interessi e aspirazioni in progettualità concrete.
In questa prospettiva, le competenze trasversali rappresentano una risorsa fondamentale per accompagnare i giovani nella costruzione del proprio percorso personale, formativo e professionale.
In un mondo in continua trasformazione, esse, oltre che un vantaggio per l’ingresso nel mondo del lavoro, costituiscono una risorsa essenziale per leggere la complessità, costruire relazioni significative e diventare protagonisti attivi del proprio percorso di vita e delle comunità in cui si vive.