Per i giovani di oggi orientarsi tra percorsi di studio e prospettive professionali è sempre più complesso. Se da un lato le possibilità aumentano, dall’altro spesso mancano strumenti adeguati per leggerle e trasformarle in scelte consapevoli.
Alcuni percorsi di orientamento si concentrano sull’offerta formativa o sulle opportunità disponibili, lasciando però in secondo piano una dimensione fondamentale, ovvero quella della conoscenza di sé, delle proprie potenzialità e delle competenze trasversali necessarie per costruire il proprio futuro.
In questo scenario, l’orientamento vocazionale si pone come un processo capace di accompagnare ragazze e ragazzi nello sviluppo di consapevolezza, autonomia e visione.
In questo articolo approfondiremo cosa si intende per orientamento vocazionale, concentradoci sui percorsi attivati da ABF, in particolare attraverso il programma ABF Globalab.
Cos’è l’orientamento vocazionale
Per orientamento vocazionale si intende un percorso che aiuta ragazze e ragazzi a riconoscere interessi, attitudini, risorse e competenze, mettendoli in relazione con le opportunità formative e professionali che hanno di fronte.
Non riguarda dunque soltanto la scelta di una scuola, di un’università o di un lavoro, ma un processo più ampio di conoscenza di sé e di costruzione del proprio percorso.
Secondo i dati ISTAT riportati nel RAPPORTO SDGs 2023, Informazioni statistiche per l’Agenda 2030, in Italia l’11,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni esce precocemente dal sistema di istruzione e formazione, un dato ancora lontano dall’obiettivo europeo del 9% entro il 2030.
Altro indicatore significativo è relativo alla quota dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (i cosiddetti NEET – Not in Employment, Education or Training) che si attestano in Italia al 19%, contro l’11,7% della media europea.
Bisogna inoltre tenere presente che nella scuola lo sviluppo delle competenze trasversali è assegnato ai docenti disciplinari che hanno l’obbligo, in base alla normativa vigente, di insegnare con il duplice obiettivo di promuovere nel discente sia competenze afferenti la specifica materia , sia le soft skills.
Questo, insieme a un percorso di formazione accademica degli insegnanti fortemente incentrato sugli aspetti legati alla didattica e non alla pedagogia, comporta una difficoltà da parte loro di riuscire a far emergere e supportare lo sviluppo delle competenze trasversali nei propri studenti.
A oggi, lo sviluppo delle competenze trasversali alla Scuola Secondaria di Secondo grado è relegato alle ore destinate ai PCTO (Percorsi per le Competenze trasversali e l’orientamento) che hanno l’obiettivo di assicurare ai giovani, tra i 15 e i 18 anni, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro.
Resta tuttavia molto ridotto il quantitativo orario, da svolgere in tre anni, che ragazze e ragazzi sono obbligati a garantire: 90 ore nei licei, 150 ore per gli istituti tecnici e 210 ore per gli istituti professionali. In termini percentuali significa il 3% sul monte ore totale per i licei, il 5% per gli istituti tecnici e il 7% per i professionali.
È proprio all’interno di questo contesto che va inquadrato l’orientamento vocazionale come percorso capace di sostenere i giovani nell’emersione delle proprie capacità, nel rafforzamento delle competenze trasversali e nella costruzione di una visione più consapevole del proprio futuro.
Obiettivi
Come abbiamo detto, nell’accezione in cui Andrea Bocelli Foundation lo intende, l’orientamento vocazionale si pone l’obiettivo di accompagnare ragazze e ragazzi nello sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie capacità e delle opportunità che li circondano, sostenendoli nella costruzione di scelte informate e coerenti con il proprio percorso di vita.
Quello che è importante sottolineare è che non si tratta solo di individuare una direzione formativa o professionale, ma di promuovere un processo più ampio che riguarda l’emersione e il rafforzamento delle competenze trasversali, ovvero quelle che l’Agenzia Europea per lo Sviluppo della Formazione Professionale (CEDEFOP) ha definito come “un complesso insieme di abilità e saperi non tecnici che sostengono una partecipazione efficace, non solo nella vita, ma anche nello studio e sul lavoro”.
Tali competenze possono essere suddivise in 3 macro aree:
- L’area del conoscere;
- L’area del relazionarsi, del comunicare e delle emozioni;
- L’area dell’affrontare/gestire.
L’importanza delle competenze trasversali nella vita quotidiana è ribadita dall’OMS, che si riferisce a esse col termine “life skills“, intendendo “l’insieme di abilità personali e relazionali che servono per governare i rapporti con il resto del mondo e per affrontare positivamente la vita quotidiana, competenze sociali e relazionali che permettono ai ragazzi di affrontare in modo efficace le esigenze della vita quotidiana, rapportandosi con fiducia a se stessi, agli altri e alla comunità, abilità e competenze che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. La mancanza di tali skills socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l’instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli stress”.
Questo approccio si inserisce anche nella più ampia cornice dei Sustainable Development Goals (SDG) dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare dall’Obiettivo 4 – Istruzione di qualità. In questo contesto, il target 4.7 sottolinea la necessità di “assicurarsi che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, l’educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”.
L’orientamento vocazionale supporta il raggiungimento di questo obiettivo proprio perché offre ai giovani strumenti concreti per comprendere sé stessi, leggere il contesto in cui vivono e costruire in modo attivo il proprio percorso, sviluppando competenze che hanno un impatto individuale ma anche sociale.
Approccio e metodologia
All’interno delle attività portate avanti da Andrea Bocelli Foundation, il programma ABF Globalab comprende una serie di progetti rivolti a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni, finalizzati all’orientamento vocazionale, scolastico e professionale attraverso l’acquisizione e il consolidamento delle competenze trasversali.
Alla base di questi percorsi c’è un approccio che mette al centro la persona e il suo potenziale, accompagnandola in un processo di scoperta e costruzione consapevole del proprio percorso.
Dal punto di vista metodologico, ABF adotta una dimensione pratico-esperienziale, in cui l’apprendimento non è trasmesso in modo teorico, ma prende forma attraverso l’esperienza diretta con
laboratori e workshop guidati da formatori e formatrici ABF, pensati per potenziare competenze e orientare concretamente i giovani nelle loro scelte.
All’interno di questi spazi, ospitati al secondo piano del complesso di San Firenze, sede della Fondazione, i partecipanti sono coinvolti attivamente in attività che stimolano il confronto, la collaborazione e la riflessione su di sé. Strumento centrare è il concetto di “learning by doing” ovvero quello dell’imparare facendo, sperimentando, mettendosi in gioco.
La metodologia integra lavoro individuale e dimensione di gruppo, favorendo dinamiche di scambio, feedback costruttivi e sviluppo delle capacità relazionali. Attraverso il lavoro collaborativo, il problem solving, il pensiero critico e creativo, i giovani sono accompagnati a riconoscere le proprie risorse, a sviluppare autonomia e a costruire una visione più chiara e consapevole del proprio futuro.
In questo modo, l’orientamento diventa un percorso attivo di crescita, in cui ciascuno può sperimentare, comprendere e dare forma al proprio progetto di vita.
Destinatari
Il programma di orientamento vocazionale ABF Globalab ha come destinatari ragazze e ragazzi dai 16 ai 35 anni.
I progetti che ne fanno parte possono essere suddivisi in 2 macro-categorie:
- Percorsi laboratoriali integrativi al curriculum scolastico, validi come PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) destinati a ragazze e ragazzi tra i 16 e i 19 anni;
- Percorsi laboratoriali per la formazione di base e continua dedicato al target 18-35 anni.
Una terza categoria è invece costituita da percorsi informativi e di progettazione partecipata rivolti a docenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado, incentrati sulla valorizzazione delle competenze trasversali e sul trasferimento di innovazione tecnologica per gli/le insegnanti coinvolti nei progetti del programma ABF Globalab.
Le iniziative di ABF
All’interno del programma ABF Globalab convivono una pluralità di progetti di orientamento vocazionale, scolastico e lavorativo, pensati come abbiamo detto per ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni, con l’obiettivo di rafforzare competenze trasversali e pro-attivazione.
ABF WANNABE è un percorso di orientamento inserito nella cornice PCTO che nasce da una progettazione partecipata con docenti e referenti per l’orientamento del territorio fiorentino, coinvolgendo studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di II grado del Comune di Firenze e provincia. Alterna una plenaria con esperti e incontri laboratoriali dedicati al tema del conflitto e alle strategie di risoluzione positiva.
ABF Talent4You, sempre in ambito PCTO, è rivolto a ragazze e ragazzi delle classi quarte e quinte superiori, ai quali propone laboratori pratico-esperienziali per far emergere e valorizzare le competenze socio-relazionali, comunicative, emotive, digitali, organizzative e di “visioning”. Accompagna i partecipanti nello sviluppo e nella messa a fuoco di un’idea progettuale fino alla presentazione finale, concludendosi poi con un viaggio-esperienza coerente con il tema guida.
ABF Vocational è un percorso breve di orientamento e attivazione rivolto a giovani che si trovano in una fase di ricerca, transizione o ridefinizione del proprio percorso, realizzato in collaborazione con agenzie formative, CPIA e realtà educative del territorio.
ABF Talent4Work è invece rivolto a giovani che vivono condizioni di fragilità o discontinuità nel passaggio scuola-lavoro, valorizzando il bagaglio personale dei partecipanti, esplorando possibilità professionali e offrendo strumenti operativi e mentoring per supportare ragazze e ragazzi nel loro percorso.
All’interno di ABF Globalab trovano spazio anche le Masterclass di Alta Formazione che si rivolgono a giovani artisti e professionisti in formazione nei campi della scrittura creativa, del canto lirico e della musica da camera, permettendo loro di approfondire competenze sia tecniche che trasversali.
Infine, il Comitato di San Firenze rappresenta una sorta di filo conduttore che unisce tutti i progetti di ABF Gloabalab. Coinvolge infatti chi ha già concluso uno dei percorsi facenti parte del progetto e sceglie di restare attivo in Fondazione. Il Comitato diventa dunque uno spazio permanente di partecipazione giovanile e cittadinanza attiva.