Carissimi,

nell’approssimarsi della ricorrenza cristiana più bella dell’anno, prendo virtualmente carta e penna per porgere il più affettuoso augurio a tutti gli amici e simpatizzanti della grande famiglia ABF.

La festività dicembrina che ci apprestiamo a celebrare propone ancora una volta il balsamo della sua Buona Novella: una straordinaria notizia in grado di aprirci il cuore, evocando il miracolo coincidente della vita che nasce e dell’amore che la custodisce.

Quello che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno complesso. Tutti sappiamo quante preoccupazioni e sofferenze ne abbiano rannuvolato i giorni, a causa delle tante guerre che affliggono il mondo. Ugualmente e con ancora più forza e convinzione, restiamo ottimisti e ci adopriamo, insieme a ciascuno di voi, in favore del bene, certi che quest’ultimo, alla fine, abbia la meglio. Il tempo natalizio e l’intimità dello spirito che lo recinge, sono speciali anche per questo: perché permettono – illuminandola – di riguadagnare pienamente la nostra casa interiore, rafforzando il quotidiano esercizio gandhiano di essere “noi stessi il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo”.

Da ormai dodici anni, nel quotidiano della mia famiglia così come in quello di tantissimi amici, tale slancio ha un nome, o meglio, un acronimo, ABF: la fondazione che ci ha motivati a fare, operare, metterci in gioco ogni giorno, insieme a meravigliosi collaboratori, amici e sostenitori.

Un cammino iniziato quando la povertà, come dico sempre, ha cessato di essere solo tra le righe dei giornali o sugli schermi dei televisori, incominciando per contro a bussare alla porta delle nostre case. In quel momento, Veronica ed io abbiamo compreso che urgeva fare qualcosa e che, se da soli si poteva fare molto, tutti insieme si sarebbe potuto fare molto di più.

Ecco l’idea che ha dato forma a questa virtuosa famiglia allargata di cui fate parte integrante, strumento per realizzare progetti importanti, partendo dall’educazione e dunque dalla scuola. Aristotele non a caso ci ricorda che le radici della “paideia” (cioè della formazione mirata allo sviluppo etico e spirituale) sono amare, ma i suoi frutti sono dolci!

Abbiamo edificato numerose strutture didattiche, ad Haiti così come in Italia (ultima delle quali, proprio quest’anno, il nuovo HUB educativo del quartiere Sforzacosta di Macerata), tramutando nella concretezza delle azioni la nostra persuasione che l’educazione sia la chiave per favorire vere occasioni di empowerment per generare storie di crescita, bellezza e opportunità.

Abbiamo agito, anche attraverso progetti quali “Voices of” realizzati a Napoli ed a Gerusalemme, nella certezza che l’arte e la bellezza siano un diritto umano e che, volendo generare bellezza, non sia possibile prescindere dall’educazione.

Di recente abbiamo avuto il privilegio di essere invitati a raccontare, presso la sede delle Nazioni Unite, le strategie virtuose che ABF ha individuato negli anni: i programmi educativi globali, “ABF Voices Of” e “ABF GlobaLAB”… Progetti che si sono dimostrati best practice e che hanno calamitato l’interesse internazionale sulla fondazione.

Anche sotto i riflettori del Palazzo di Vetro, abbiamo ribadito il convincimento che il vero “empowerment” passi anche per la cura dell’educazione, con l’utilizzo di approcci e strumenti innovativi che riconoscano in arte, musica e digitale, preziose risorse formative.

Come i pensatori dell’antica Grecia sottolineavano già millenni orsono, “educare non significa riempire dei vasi vuoti bensì accendere delle fiamme”. Lo scopo di ABF è proprio quello di accendere tante fiamme che possano, un giorno, squarciare le tenebre (che sono ovunque sussistano le guerre, la malvagità e l’egoismo).

Nell’auspicio che questo Natale sia anche un’occasione d’incontro sodale (con i bisognosi, con coloro che sono stati dimenticati), desidero augurare giorni intrisi di gioia e di serenità, insieme alle vostre famiglie. E che la festività cristiana trovi tutti noi consci, certo, delle miserie del mondo, ma ancora più solidi nell’affrontarle, con la forza serena e incrollabile dell’amore e della fede, così come magnificamente descritto nelle parole di Etty Hillesum (illuminate, appunto, dall’amore e dalla fede, in Dio e nella vita): l’unica strada percorribile, ci ricorda la scrittrice ebrea olandese, è che “ognuno rientri in se stesso e in se stesso sradichi e distrugga ciò per cui pensa di dover distruggere gli altri”.

Da parte della mia famiglia e mia, vi giunga l’augurio di un Santo Natale, che sia di pace e di gioia per tutti.

Andrea Bocelli