Il mondo è molto più grande, se osservato dall’altezza di un bimbo: moltiplicata è potenzialmente la meraviglia (oppure, viceversa, la fatica) a scoprirlo e a scalarlo. Natale, tempo di fiabe: lo schema è solitamente il medesimo – che si consumi su pellicola o sulla carta di un libro – con buoni e cattivi, la dose consueta di peripezie e l’immancabile rivincita d’un lieto fine verso cui teneri fruitori son sballottati con più o meno garbo.

Questa che ci accingiamo a raccontare segue invece ingredienti diversi… È ambientata in una costruzione a due piani bianca, arancione e marrone, e di casa i nostri eroi stanno in via della Musica, nella campagna toscana. Non è una storia di fantasia, anche se è la fantasia ad averla nutrita, e come ogni favola porta con sé una perla, la sua morale finale.

A ricordarcela è Andrea Bocelli, colui che pensando ai bambini ha saputo trovare le forze per passare dal sogno alla realtà, per portare appunto nella realtà un sogno, donando loro una storia non da ascoltare bensì da vivere.

Domenica 24 novembre, al termine d’una cerimonia bella e colorata, con tanto di sindaco in fascia tricolore e personalità, discorsi ufficiali, rinfreschi, canzoni e tanti bambini dai pochi mesi ai sei anni (compreso qualcuno che a naso diremmo munito di pannolino toilette prêt-à-porter), il fondatore di ABF, che a pochi metri da quel luogo è nato, prende la parola: «Sognare è importante, e quando lo si fa con intensità, contagiati dal “fare”, poi i sogni prendono forma. Dopo il mio primo concerto tenuto qui vicino quasi trent’anni fa, il mio babbo mi disse: “perché non fai un concerto per raccogliere fondi da donare alla piccola scuola di La Sterza?”. Fosse qui oggi, troverebbe perfino un ministro, a festeggiare con noi, ed un luogo che prima era fango e prato incolto e adesso è una scuola all’avanguardia, presa a modello, dove i nostri bambini (e la comunità di cui sono i germogli) possono crescere al meglio. E possono, anche attraverso la musica, imparare la relazione, l’ascolto, la condivisione».

 

La scuola, la famiglia Bocelli ed il progetto ABF

Nasce di per sé come centro sperimentale, quello chiamato “Zerosei” in ragione dell’età dei suoi piccoli ospiti. Una scuola intitolata ad Alessandro Bocelli, marito di Edi (presente anche lei alla cerimonia di cui stiamo per dire), babbo del fondatore ABF e di Alberto Bocelli.

Nasce nel 2015 grazie alla donazione di un terreno da parte della famiglia del tenore al Comune di Lajatico; sorge a La Sterza e risponde all’esigenza di offrire una soluzione di qualità per quelle famiglie costrette alla mobilità lavorativa indotta dallo spopolamento delle zone rurali. Famiglie che si trovano a transitare quotidianamente sull’asse stradale Volterra – Pontedera. Va da sé che la struttura didattica edificata nel paese natio di Andrea Bocelli sia stata impostata con una chiara impronta dedicata ai linguaggi sonori e musicali.

Ma la presenza della Andrea Bocelli Foundation – attraverso il progetto “Music Lab” – ha fatto la differenza, rendendo oggi “Zerosei” un centro d’eccellenza con un pianoforte a coda fiammante, con un ricco strumentario didattico e con la professionalità di specialisti che all’interno della struttura daranno vita ad un laboratorio musicale permanente.

Qui ABF offrirà l’inserimento di una figura professionale specializzata (l’atelierista musicale) e di un coordinatore pedagogico, per dare continuità ad un progetto finalizzato a promuovere i linguaggi musicali, come elemento educativo per i bambini e come fonte di aggregazione e cultura per la comunità.

Il progetto, ideato affinché sia facilmente replicabile, è concepito quale ulteriore apporto al modello pedagogico che ABF porta avanti, nella volontà di restituire la dovuta importanza all’educazione cosiddetta informale, cioè che passa per l’accesso diretto all’arte ed alla musica, all’esperienza attraverso laboratori, per formare i cittadini di domani, più consapevoli, più sensibili e aperti ad opportunità di espressione del talento.

 

Numeri, parole, sorrisi

Come per tutti i progetti nell’ambito dell’istruzione portati avanti da ABF, lo sforzo è strategicamente allineato con i 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (la cosiddetta Agenda 2030), in particolare con l’obiettivo n. 4: Istruzione di qualità. Più specificamente, l’obiettivo 4.7, che sottolinea l’importanza di offrire strumenti di apprendimento che promuovano l’inclusione, preparando così bambini e giovani a diventare dei cittadini globali.

A controbilanciare terminologie tecniche e numeri or ora indicati, sempre un po’ macchinosi e involuti anche se necessari (si racconta che ogni ufficio sia focolaio del virus di un simile lessico)… A controbilanciare, dicevamo, nel corso della cerimonia a La Sterza, tra seggioline da hobbit e quadri coloratissimi e alle pareti, tanti rilassati sorrisi, compreso quello, solare, di Stefania Giannini, già ministro dell’istruzione della Repubblica Italiana e attualmente Vice Direttore Generale dell’UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.

Stefania Giannini ha voluto essere qui per salutare il debutto del progetto ABF, anche perché della fondazione l’UNESCO quest’ultima è diventata partner, avendo siglato un accordo per portare la musica (e l’esperienza didattica corale già sperimentata ad Haiti) nel mondo, partendo dal Mali e proseguendo nel Medio Oriente… Un percorso impegnativo che raggiungerà zone di estrema povertà ed anche terre piagate da conflitti in corso.

A lei, Ilaria Della Bidia passa la parola: Ilaria, amica speciale di ABF che conduce la cerimonia con la stessa solidità e bravura che la contraddistingue come cantante. «Sono felice che le nostre strade si siano incrociate – sottolinea la signora Giannini – per assicurare ai bambini ciò che purtroppo in molti paesi (anche non lontani da noi) non sempre è considerato un diritto acquisito. Sovente all’interno delle strutture scolastiche l’educazione musicale è perfino un lusso e noi cerchiamo invece di garantirla a tutti, proprio perché si tratta del modo più diretto e universale per fare emergere il talento di ciascuno… Non solo quello degli artisti in erba ma quello di tutti: le generazioni di domani, in grado di crescere coltivando sentimenti, valori, emozioni. Di quell’obiettivo ambizioso, festeggiamo oggi un tassello. E per questo ringrazio tutti, perché insieme, ABF, Nazioni Unite, Regione, direzione scolastica, amministrazione di Lajatico ed il suo sindaco, amici e volontari un passo alla volta, stiamo andando nella direzione di un mondo migliore».

 

Il cerimoniale e la festa

La fascia tricolore: la metto o non me la metto? Così, il sindaco di Lajatico, preparandosi all’evento… «Alla fine ho optato per indossarla – spiega Alessio Barbafieri – perché pur non essendo l’inaugurazione della scuola, oggi si celebra qualcosa perfino più importante: è il completamento di un progetto che fin dal principio ambiva a focalizzare la musica come elemento fondante dell’educazione… Una realtà complessa e inedita che ha unito Ministero dell’Istruzione (attraverso l’Istituto Comprensivo di Capannoli, da cui dipende la scuola primaria di La Sterza) e Comune (che si occupa del Nido), e che oggi grazie alla Andrea Bocelli Foundation si  completa, in un percorso educativo dedicato all’arte dei suoni, ampio e condiviso».

È direttamente (e significativamente) sul pianoforte, usato per questa volta e senza danni anche come tavolino, al piano terra del Centro, che il sindaco – radioso e con fascia a tracolla – ed il fondatore e il direttore generale ABF Laura Biancalani firmano i documenti che sanciscono il laboratorio. Così prende vita questa fiaba vera, in via della Musica, nel cuore della Valdera: tra foto-ricordo, discorsi, bambini che giocano e una pioggia di musica e di ringraziamenti.

Sono davvero molti, quest’ultimi, sono da parte di tutti (gli intervenuti) a tutti, ad esempio alla pedagogista Sara Zingoni, per i suoi preziosi consigli, oppure al volontario Sergio Giglioli, il quale quotidianamente chiarisce il concetto di cittadinanza attiva, di cittadinanza modello, occupandosi del decoro esterno alla scuola, quasi come fosse il giardino della sua casa.

Tra i tanti interventi, anche quello della dirigente scolastica, Lidia Sansone, che rimarca la soddisfazione per «tale valore aggiunto per tutta la comunità e per i nostri bambini, che avranno l’opportunità di sviluppare “intelligenze multiple” come acclarato dalle neuroscienze: fin da piccoli, in grado di incrementare abilità e potenzialità che altrimenti rimarrebbero inerti».

Prende la parola anche Luca Lischi, capo di gabinetto della Regione Toscana, ricordando la sua precedente visita al Centro, in occasione dell’inaugurazione nel 2015, «quando ha preso forma questo bel connubio, grazie alla famiglia Bocelli che ha donato il terreno e grazie ai finanziamenti che l’allora ministra Stefania Giannini aveva accordato per questa scuola pilota».

 

“Ed io avrò cura di te”

Oggi, evidenzia ancora Luca Lischi, si rinnova la festa all’insegna di quella “cura” il cui concetto poco fa è stato espresso in musica, in questa sede, attraverso le parole di una splendida canzone di Franco Battiato (titolata appunto “La cura”) che un volontario ABF d’eccezione, Giovanni Caccamo, ha interpretato dal vivo, unitamente al proprio ispiratissimo brano, “Eterno”.

A far musica, animando la cerimonia, è chiamata anche Debora Scotto, l’atelierista ABF (e pianista professionista) che per 25 ore al mese sarà coi bambini, insieme al coordinatore pedagogico Serafino Carli.

Ma a cantare, a tradimento, viene amabilmente costretto anche il fondatore, in barba alla fastidiosa bronchite che gli consiglierebbe il silenzio. Dal pubblico è allora precettato l’amico e collaboratore di sempre, Carlo Bernini, e dal Centro Zerosei si alzano le note di “‘A Vucchella”, con la voce del tenore più amato nel mondo, con la musica di Francesco Paolo Tosti (lo Schubert italiano che tanti cammei musicali ha composto) e con i versi nientemeno che di Gabriele D’Annunzio.

Parole alate che chiedono baci, parole che trovano inattesa ed allegra conferma nell’augurio del direttore generale ABF: un invito a procreare, rivolto a tutti i volontari di Lajatico e delle zone limitrofe, per incrementare sempre di più futuri ospiti del Centro Zerosei “Alessandro Bocelli”. Un invito, inoltre, a spargere la voce, per fare sapere di questa proposta didattica innovativa, di questa preziosa opportunità a disposizione della comunità, che dona al luogo un plus valore importante. Al punto che – sottolinea Laura Biancalani – «a partire da gennaio il percorso del Centro sarà monitorato dai valutatori di J-PAL, centro di ricerca ai cui ideatori è stato conferito di recente il Nobel per l’Economia… J-PAL che lavora in seno al MIT di Boston e che è un network globale in grado di rivoluzionare l’impatto delle politiche socio-assistenziali nel mondo, grazie alla comprovata efficacia e concretezza della tecnica utilizzata».

 

Sognare e poi fare

È il momento della visita agli spazi della scuola, e l’ipotesi di procreare per poter indirettamente usufruire di tanta bellezza fa capolino, ne siamo certi, in più d’uno, soprattutto tra i meno attempati. È il momento dei saluti, degli auguri per il Natale imminente, è il momento del rinfresco per tutti i partecipanti. Ed è Andrea, fondatore di ABF (che nei suoi primi otto anni di vita ha raccolto e investito in educazione trentadue milioni di euro) a chiudere questo pomeriggio di festa che sembra proprio l’happy end di una fiaba (che però siam qui a testimoniare essere vera). Pure se, vale ridirlo, è la fantasia ad averla nutrita, oltre all’amore per il “fare”.

Bocelli, con mamma Edi seduta a pochi metri e con Veronica accanto, ricorda ancora babbo Sandro e se lo figura felice, a guardarci dall’alto, nel prendere atto che «qualcosa siamo riusciti a fare, con l’aiuto di tutti, perché non è sempre vero che l’Italia è un paese d’infinite risorse ma col freno tirato». Andrea, emozionato, torna infine sull’importanza di esercitarsi a sognare, e poi di volere fortissimamente che i sogni prendano forma… E ne confessa uno, ancora più bello e azzardato: portare a Lajatico Papa Francesco. «Se non accadrà, il mio babbo da lassù mi perdonerà, però prometto che affinché questo sogno s’avveri mi impegnerò al massimo. Come peraltro ho già iniziato a fare… Perché dovete sapere che al Papa, questo invito, all’orecchio, glielo ho già sussurrato».

 

Giorgio De Martino