Challenges Workshop Boston, 5-6 Dicembre 2013

Beneficiari

Università, Enti di ricerca, Organizzazioni non profit, opinione pubblica

Obiettivi

  • Individuare una nuova comprensione multidisciplinare nella complessa sfida che permetta alle persone non vedenti il raggiungimento di una vita autonoma.

Dettagli progetto

IL PARTNER

MIT

Aperto a Boston nel 1861 dal geologo William Barton Rogers, che ne fu il primo rettore, il MIT, in un primo momento dedicato alla ricerca applicata all’industria, si è sviluppato in 5 scuole e 32 dipartimenti organizzando corsi di laurea e di specializzazione post-laurea.

La scuola di scienze comprende corsi di laurea in biologia, chimica, matematica, fisica, scienze della terra, meteorologia e astronomia.

Il MIT è una delle più importanti università di ricerca del mondo. Tra le strutture di cui dispone vi sono cinque acceleratori ad alta energia, un reattore nucleare e più di 70 programmi interdisciplinari e laboratori, comprendenti il Center for Cancer Research, il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, il Center for International Studies, il Media Laboratory (noto come Media Lab), il Research Laboratory of Electronics, il Center for Cognitive Science e l’International Financial Services Research Center.

Al MIT si trovano alcuni dei complessi tecnologici più all’avanguardia del mondo, tra cui un laboratorio di intelligenza artificiale e un keyserver OpenPGP.
Ulteriori soggetti coinvolti: Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Firenze

THE PROJECT

“Neuroscienziati e scienziati delle tecnologie dell’informazione al lavoro per comprendere le funzioni della visione e sviluppare soluzioni innovative che permettano ai non vedenti di aumentare la loro indipendenza e migliorare il loro inserimento sociale.”

Scienziati italiani e americani sono stati invitati a far parte di questo gruppo multidisciplinare di eccellenza al fine di condividere le loro ricerche e gettare nuovi ponti tra le due culture. Il workshop è stato perciò inserito nel programma ufficiale redatto dal Ministero degli Affari Esteri in occasione delle Celebrazioni dell’Anno della Cultura italiana in America 2013.

Il workshop vuole essere di stimolo per creare un dialogo tra scienziati che adottano soluzioni e approcci diversi sull’importante domanda di ricerca: in quale modo neuroscienziati e scienziati delle tecnologie dell’informazione cercano di comprendere le funzioni della visione e sviluppare soluzioni tecnologiche innovative che permettano ai non vedenti di aumentare la loro indipendenza e migliorare il loro inserimento sociale?

Questo workshop propone di riformulare tale problema oltre i confini classici delle singole discipline coinvolte, per trovare soluzioni innovative basate su una nuova comprensione di questa complessa questione.

Il 2° workshop ABF SFIDE mette insieme scienziati provenienti da diverse discipline, che rappresentano l’eccellenza nei loro campi, per far condividere risultati, idee e trovare insieme risposte. Saranno descritti i vari approcci al tema della giornata, tutti volti ad ottenere una migliore qualità della vita, più autonoma, per far si che l’indipendenza e l’inserimento sociale dei non vedenti sia sempre maggiore.

Sono presentati vari studi che riguardano: gli aspetti neurologici della visione; le protesi retiniche; la progettazione e l’utilizzo di tecnologie di ausilio per la navigazione e l’orientamento autonomo, evitando gli ostacoli, sia in luoghi esterni che interni; la lettura di testi su cartelli; le tecnologie di ausilio per la socializzazione, come il riconoscere i volti e le espressioni delle persone; i giochi per l’ausilio all’apprendimento dei bambini non vedenti. Inoltre, saranno discusse alcune risposte alla domanda ‘’che significa la visione senza occhi’’ e ‘’cosa è la visione in termini di funzionamento percettivo e cognitivo per i non vedenti’’.

Tutti gli scienziati stanno affrontando il problema dal loro punto di vista, cercando però di rispondere alla stessa domanda:
E’ possibile per i non vedenti, grazie alla tecnologia e alla scienza, vivere una vita più autonoma, essere maggiormente indipendenti, lavorare e socializzare?

IL CONTESTO

Nella volontà di aprirsi al confronto e condividere i risultati del proprio lavoro comune la Andrea Bocelli Foundation e il Massachusetts Institute of Technology di Boston hanno organizzato un workshop alla presenza di nomi di eccellenza internazionale nei campi della ricerca scientifica e tecnologica.

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ABF Voices Of Program

Programma educativo caratterizzato dall’utilizzo della musica, volto a far emergere talenti e competenze nei giovani che vivono in contesti vulnerabili, attraverso la creazione di cori giovanili.
Crea spazi inclusivi e promuove la leadership giovanile.
Attivo in quattro continenti, con team e partner locali.

ABF Globalab Program

Attivo in Italia, supporta lo sviluppo di competenze socio-emotive nei giovani, li affianca nella formazione scolastica e professionale e promuove la cittadinanza attiva.
Utilizza metodologie innovative come learning by doing, cooperative learning e peer education, basate su un approccio partecipativo e bottom-up.

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ABF Edu Program

Mira a sviluppare sistemi integrati di educazione e cura all’interno di edifici scolastici (0-19 anni), edifici pubblici o spazi da rigenerare, promuovendo l’innovazione educativa per dare potere alle persone e alle comunità.

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ABF Edu-Care Program

Si concentra sugli ospedali pediatrici, integrando l’educazione nella cura dei bambini con disabilità croniche o malattie, creando spazi dedicati alla resilienza e alla creatività.
Include laboratori artistici, musicali e digitali e una collaborazione con l’Università di Firenze per un master in educazione e cura in ambito ospedaliero.

ABF 
Empowerment Actions Program

I programmi di empowerment investono rispettivamente sul potenziale di individui che possono fare la differenza per la comunità e in azioni che possono avere un impatto deciso su alcune categorie di persone o in momenti di emergenza.

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