{"id":4546,"date":"2016-12-06T00:00:00","date_gmt":"2016-12-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/abfupdate.uaoh.eu\/a-new-york-insieme-a-padre-rick\/"},"modified":"2025-06-09T17:17:58","modified_gmt":"2025-06-09T15:17:58","slug":"a-new-york-insieme-a-padre-rick","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/a-new-york-insieme-a-padre-rick\/","title":{"rendered":"A New York insieme a Padre Rick"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Senza compassione non c\u2019\u00e8 cura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019arte della vita cristiana sta nell\u2019accogliere \u2013 e saper vivere, simultaneamente \u2013 una grande tristezza ed una grande gioia. Si pu\u00f2 assorbire la sofferenza dei nostri fratelli, senza difese, si pu\u00f2 pagare questa condivisione provando un dolore bruciante, e contemporaneamente si pu\u00f2 gioire: per le perle d\u2019umanit\u00e0 che trovi lungo il cammino, per le storie a lieto fine, per l\u2019esperienza che metabolizza e trasforma le sofferenze assimilate nell\u2019energia necessaria per dare il meglio di s\u00e9, per offrire il proprio contributo e cercare di cambiare le cose. Lavorando in un ospedale, da molti anni ho un contatto quotidiano con la sofferenza e con la morte: assisto a scene strazianti ma anche a gesti meravigliosi, atti d\u2019eroismo rigeneranti che regalano speranza. Evitare la tristezza, scansare il dolore, \u00e8 illusorio oltre che fallimentare, come si evince da escamotage distruttivi e frequenti, quali l\u2019utilizzo delle droghe\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da trent\u2019anni in prima linea ad Haiti, padre Rick Frechette, sacerdote passionista (dal 1979) e medico statunitense, alla guida di N.P.H. e dell\u2019affiliata Fondazione St Luc, ha voluto essere vicino ai suoi bambini, in occasione del debutto newyorkese delle \u201cVoices of Haiti\u201d. Circostanza rara e preziosa, per godere della sua compagnia, per un primo bilancio sul progetto musicale ABF e St. Luc, ed anche per le riflessioni che puntualmente le conversazioni con padre Rick innescano, per l\u2019arricchimento spirituale che producono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un debutto speciale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019avventura statunitense delle \u201cVoices of Haiti\u201d si chiude, si apre il futuro dei nostri giovani coristi. Un\u2019esperienza, quella che hanno vissuto, che chiede la giusta lentezza per essere assorbita e compresa, per essere utilizzata al meglio, in questi cuori entusiasti e probabilmente confusi da cos\u00ec tanti stimoli: bambini che rientrano in famiglia portando negli occhi un bagno di musica e di affetto, e sostanzialmente un mondo nuovo e diverso che ha improvvisamente e vertiginosamente accresciuto il loro bagaglio umano. Ai loro educatori, allo staff St. Luc e ABF, il compito di condurli per mano, lungo un percorso di crescita che possa capitalizzare al meglio quanto hanno vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Padre Rick \u00e8 ottimista: \u00abSono certo che sia stata un\u2019esperienza molto positiva per i bambini, anche se \u2013 sia \u201cin loco\u201d, sia una volta rientrati ad Haiti \u2013 deve essere sempre \u201cguidata\u201d. Modelli di vita e di sviluppo diversi non sono, per loro, una realt\u00e0 del tutto nuova: attraverso la televisione i bambini sono comunque esposti a scenari diversi dai loro. Credo viceversa che lo scoglio pi\u00f9 difficile stia nella separazione: negli Stati Uniti hanno condiviso un momento molto intenso, insieme ad Andrea, agli istruttori, ai volontari&#8230; Hanno fatto molte nuove amicizie, hanno provato sentimenti forti, quali ad esempio la dolce sensazione di essere apprezzati. Il distacco, perlomeno momentaneo, sar\u00e0 sicuramente motivo di sofferenza. E parimenti di crescita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nuovi orizzonti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abViaggiare apre a nuovi orizzonti: vale per tutti ed anche per i nostri coristi, che \u00e8 come se avessero ricevuto una formazione universitaria concentrata in una manciata di giorni. Tutto ci\u00f2 che di differente hanno visto, avr\u00e0 provocato in loro riflessioni ed anche comparazioni. Porteranno a casa l\u2019esempio dell\u2019accoglienza, del cosa significa essere ricevuti bene, nonostante la non comprensione della lingua. Questo bagaglio si integrer\u00e0 con la loro vita, acquisir\u00e0 un significato concreto, stimoler\u00e0 idee e sogni, sar\u00e0 utile per alimentare il coraggio necessario ad incominciare, esattamente da dove sono e con quello che hanno, a portare avanti le loro nuove visioni di un futuro possibile. Questa \u00e8 la vera scommessa!<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che al loro ritorno le \u201cVoices of Haiti\u201d troveranno tante persone interessate ad ascoltare i loro racconti, a vedere le fotografie, ad alimentare la personale speranza di viaggiare, conoscere, cambiare. Naturalmente non tutti colgono un\u2019opportunit\u00e0 nello stesso modo: alcuni si augureranno di poter fuggire, rinnegando dunque il proprio paese. Proprio per questo sottolineo come una simile esperienza debba sempre essere ben guidata. Ed \u00e8 ci\u00f2 che proviamo a fare, insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Trent\u2019anni fa, quando mi sono trasferito ad Haiti, il divario tra la vita nell\u2019isola e nei vicinissimi Stati Uniti era clamoroso ed incolmabile. A quel tempo valutavo ugualmente terribile e condannabile la povert\u00e0 ad Haiti e la ricchezza nel mio paese d\u2019origine: dovevo combattere, dentro di me, con un forte senso di ribellione. Poi ho compreso come la prosperit\u00e0 in s\u00e9 non sia assolutamente un male e che questi due mondi apparentemente lontani potevano incontrarsi e vicendevolmente uscirne arricchiti: di valori, di dignit\u00e0, di bellezza interiore&#8230; Guardate questi bambini che cantano insieme, trasmettendo gioia, speranza, amore: \u00e8 straordinario toccare con mano il valore, appunto, di vite sconosciute e marginalizzate. Percezione che ci fa comprendere all&#8217;istante che siamo, tutti, una cosa sola, una sola famiglia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abOltre le parole\u00bb: l\u2019incontro con Andrea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAndrea ascolta, ben oltre le parole. Infatti non parliamo molto, ma quel poco basta, ad entrambi, per comprendere i nostri sentimenti, i nostri progetti, la nostra missione. La sua sensibilit\u00e0 \u00e8 sviluppata ben oltre il consueto&#8230; Ricordo che mi raccont\u00f2 come, la notte successiva al terremoto, egli percepisse, nel suo cuore ma non solo, le grida delle persone, vittime di quella terribile fatalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Profittando d\u2019avere padre Rick al nostro fianco, nel corso di una cena, gli chiediamo di raccontare le circostanze del primo incontro con Andrea Bocelli. \u00abAmici comuni gli avevano parlato di Haiti, suscitando in lui curiosit\u00e0 per l\u2019attivit\u00e0 che portiamo avanti sull\u2019isola. Ha dunque offerto di devolvere un concerto in favore della fondazione Rava, che in Italia rappresenta l\u2019organizzazione N.P.H. \u2013 Nuestros Peque\u00f1os Hermanos. In occasione dell\u2019evento benefico, svoltosi ad Ancona, ho avuto la possibilit\u00e0 di conoscerlo. Dopo poco tempo ha realizzato una propria fondazione, ed attraverso di quella ha proseguito nel proprio aiuto, nella propria vicinanza all\u2019isola ed ai suoi molteplici problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni suoi gesti d\u2019attenzione, privati e discreti, mi sono rimasti nel cuore e soprattutto danno la misura della sua sensibilit\u00e0. Ad esempio, nel giorno di Natale del 2009, sapendo che mia mamma \u2013 sua grande fan \u2013 era gravemente malata, le telefon\u00f2 per farle gli auguri e si intrattenne con lei, facendole cos\u00ec un grande regalo. In quei giorni io le ero accanto: dopo aver trascorso tutta la vita lontano da casa, ero rientrato per starle vicino, per aiutarla a morire, come sacerdote e come medico, per controllare il dolore ma anche per cogliere l\u2019irripetibile opportunit\u00e0 di parlare insieme di tante cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terremoto, che tante vittime ha fatto, personalmente mi ha sottratto questa possibilit\u00e0, mi ha derubato dell\u2019ultima occasione per stare con mia mamma. Dopo aver seguito in TV la tragedia che si stava consumando, mi disse: io sono un disastro ma tu devi andare, perch\u00e9 qui non puoi nulla, mentre l\u00e0 puoi salvare molte vite. Lacerato, turbato nella fede, partii. Ma non fu possibile arrivare ad Haiti: l\u2019aeroporto era fuori uso e fui dirottato nella vicina repubblica Dominicana. La famiglia Bocelli, venuta a conoscenza dell\u2019emergenza, smosse all\u2019istante l\u2019impensabile, al punto di farmi accompagnare a Port au Prince a bordo dell\u2019elicottero presidenziale. Questi sono, Andrea e Veronica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fare la differenza nella storia degli altri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prendersi cura delle persone e far cos\u00ec la differenza, nella storia degli altri: il mondo \u00e8 diviso tra chi nutre questo slancio e si pone di fronte all\u2019altro (non sopra n\u00e9 sotto, di fronte) per comprendere come e cosa sia possibile fare per lui, e chi no. \u00c8 il senso del richiamo espresso nel corso dell\u2019omelia che padre Rick ha tenuto, domenica 18 settembre, presso la \u201cChurch of the Blessed Sacrament\u201d nell\u2019Upper West Side di Manhattan. La funzione domenicale, per l\u2019occasione, ha ospitato il coro haitiano, l\u2019intera delegazione ABF e St Luc, oltre naturalmente ad Andrea e Veronica.<\/p>\n\n\n\n<p>Attingendo alla fonte inesauribile del Vangelo, padre Rick ha rimarcato come chi fa bene le piccole cose, far\u00e0 bene anche le grandi\u2026 Ha dapprima accennato al proprio vissuto di pastore e medico, parlando di come tante persone di buona volont\u00e0 \u2013 e tra queste, anche Andrea e Veronica \u2013 abbiano preso a cuore il futuro dell\u2019isola\u2026 E da piccole cose, ne hanno fatto via via di sempre pi\u00f9 grandi. Grandi quanto la ribalta delle Nazioni Unite, del Lincoln Center, del Radio City Music Hall, del \u201cCipriani\u201d, del \u201cClinton Global Initiative\u201d. Ha citato poi uno dei mille casi di vita vissuta, raccontando di una famiglia haitiana, afflitta da gravi problemi di salute e indigenza, e di come la vita dei loro membri sia cambiata clamorosamente, solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato chi si \u00e8 preso cura di loro, e li ha aiutati concentrandosi dapprima sul \u201ccome\u201d e poi, subito, agendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i bambini del coro provengono da situazioni familiari fragili e complesse. Dagli slum di Port au Prince ai Gala esclusivi a Manhattan, magari alla presenza di famiglie reali, il tragitto sembrerebbe immenso, la connessione, impossibile. Viceversa, una relazione virtuosa \u00e8 non solo possibile ma auspicabile. E pu\u00f2 fare la differenza, nella storia di questi e di tanti altri bambini. Perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 (di prendersi cura), c\u2019\u00e8 la via.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La concretezza del Vangelo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnche per noi sacerdoti, il momento dell\u2019omelia \u00e8 una medicina, perch\u00e9 parlando si ascolta, perch\u00e9 anche per i religiosi vale il motto che recita: insegnando si impara\u00bb. Profondamente colpiti dalla predica di padre Rick, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di approfondire l\u2019argomento in un contesto pi\u00f9 informale. Tolto l\u2019abito talare, il nostro interlocutore sottolinea la concretezza e la \u201cpraticit\u00e0\u201d del Vangelo. Citandone una parabola, rimarca un concetto delicato e cruciale: l\u2019azione \u00e8 molto pi\u00f9 potente dell\u2019intenzione, fare una cosa buona \u201csenza cuore\u201d (per semplificare), vale sempre e comunque molto, agli occhi del cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCapita che, di mattina presto, fuori dalla Cappella dell\u2019ospedale, dentro di me senta il rifiuto ad entrare ancora una volta, ancora una volta di fronte a dei cadaveri innocenti. Non voglio, sento \u2013 forte e chiara \u2013 la mia ribellione, ma lo faccio ugualmente, con tutto me stesso. Mi impegno con lo slancio di cui riesco a disporre. Non \u00e8 affatto questione di ipocrisia, anzi \u00e8 una grande consolazione: fare (fare il bene) ha un suo valore oggettivo, al di l\u00e0 della presenza di una volont\u00e0 e di una consapevolezza. Anzi direi che \u00e8 proprio il fare il bene che, via via, radica in noi nel tempo quella consapevolezza che, dunque, pu\u00f2 comparire successivamente&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Penso a quanto narrato nel film \u201cSchlinder\u2019s List\u201d: da principio, il protagonista Oskar aiuta gli ebrei, s\u00ec, ma con una certa leggerezza ed fin per trarne vantaggio personale. Poi, via via, arriva la passione, che apre finalmente gli occhi all\u2019uomo, il quale alla fine vive nel rimorso di non aver fatto abbastanza. \u00c8 la medesima parabola esistenziale di tanti santi, che terminano la vita nella tristezza quando non nella disperazione, poich\u00e9 comprendono quanto poco essi hanno fatto, rispetto a ci\u00f2 che avrebbero potuto.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, prendersi cura del prossimo \u00e8 una scelta giusta, sempre, al di l\u00e0 delle intenzioni (che il bene stesso poi comunque alimenta e rinforza). Se tutti domani iniziassimo ad occuparci del bene altrui, il mondo cambierebbe all\u2019istante. Siamo esseri umani, non \u00e8 necessario essere santi per offrire il proprio contributo. L\u2019essenziale \u00e8 scegliere di agire senza aspettare (e senza attendere di essere ispirati). L\u2019essenziale \u00e8 partire da ci\u00f2 che siamo, da qui, da subito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgio De Martino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte della vita cristiana sta nell\u2019accogliere \u2013 e saper vivere, simultaneamente \u2013 una grande tristezza ed una grande gioia. Si pu\u00f2 assorbire la sofferenza dei nostri fratelli, senza difese, si pu\u00f2 pagare questa condivisione provando un dolore bruciante, e contemporaneamente si pu\u00f2 gioire<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3218,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[],"class_list":["post-4546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4546"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4546\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andreabocellifoundation.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}